Tragica realtà
per carlino
Fonderia
in via San Giorgio località Toppo Wassermann
alle porte del paese
a pochi metri dalle case
Gli ultimi avvenimenti confermano le ipotesi.
Siamo ormai alla stretta finale riguardo all’insediamento di un laminatoio (fonderia) che allarma tutti i cittadini, in particolar modo i residenti nei pressi della zona interessata.
L’Amministrazione non si è premurata di informare la cittadinanza delle scelte compiute, venendo meno alla promessa di tenere al corrente la popolazione tramite il non replicato “Il Sindaco informa”.
Evidentemente la questione non è ritenuta abbastanza importante.
Raccontiamo la storia cominciando dal principio.
In data 26 settembre 2006, la Stella Polare, società immobiliare molto attiva sul nostro territorio e che non fa mai un buco nell’acqua, ha acquistato all’asta dal Comune di Udine i terreni dell’area denominata del Toppo Wassermann che il Comune stesso aveva ricevuto attraverso il lascito di una fondazione. Questi terreni agricoli se li è aggiudicati per la modica cifra di 503.000 euro (6 euro al metro quadrato).
Lo stesso 26 settembre (!) il legale rappresentante della Stella Polare protocollava al Comune di Carlino una richiesta di variazione di destinazione dei terreni acquistati lo stesso giorno in asta, chiedendo che i terreni da agricoli diventassero artigianali. A Carlino i terreni artigianali costano circa 35/40 euro al metro quadrato, sei/sette volte di più rispetto a quelli agricoli! Prometteva in cambio di occuparsi delle spese necessarie per il progetto di variante, stimate in 15.000 euro circa.
Ma chi non sarebbe disponibile ad accollarsi le spese di una variante che fa lievitare il prezzo di questi terreni arrivando ad un guadagno di oltre due milioni di euro, euro più, euro meno?
Il Comune di Carlino ha accolto subito e a scatola chiusa la richiesta del privato e ha attivato la procedura necessaria.
Con il Consiglio comunale del 12.12.2007 l’Amministrazione comunale ha approvato per i terreni del Toppo Wassermann, 13 ettari disposti in Via San Giorgio di fronte all’attuale Zona Artigianale, il passaggio da zona agricola a zona artigianale-commerciale per piccola e media industria.
L’Amministrazione comunale, accogliendo senza riserve la proposta dei privati, ha di fatto autorizzato l’insediamento, in un’area a ridosso del centro abitato, non solo di strutture artigianali e commerciali, come quelle situate dall’altra parte di Via San Giorgio, ma anche di vere e proprie industrie.
In questo modo ha reso vano anche l’impegno delle precedenti Amministrazioni comunali a limitare l’ampliamento della zona industriale Aussa-Corno verso il territorio di Carlino.
I terreni sono stati svenduti ad un privato, facendolo arricchire anche a discapito del Comune di Udine e non ottenendo nessun beneficio per il Comune di Carlino; e come se non bastasse lasciando carta bianca al privato sull’utilizzo di quei terreni.
L’Amministrazione si era resa conto di cosa voleva dire piccola e soprattutto media industria?
Ha valutato i pro e i contro di questa scelta affrettata che avrebbe potuto rivelarsi pericolosa?
Gli inviti alla prudenza e alla responsabilità sono stati vani.
É tragico, ma la realtà è ancora peggiore!
Ci sembra strano che una Maggioranza composta da persone che si definiscono competenti non abbia avuto la lungimiranza che i Consiglieri di Minoranza come molti cittadini hanno dimostrato immaginando uno scenario poco rassicurante ma purtroppo realistico.
Nel volantino “il sindaco non informa” i Consiglieri di Minoranza avevano messo nero su bianco i timori della comunità di veder sorgere un mostro industriale alle porte del paese.
I timori erano fondati.
La Giunta comunale il giorno 8 aprile 2009 ha approvato un piano particolareggiato di iniziativa privata (PRPC) in cui ha dato il via libera alla costruzione di un laminatoio di 9000 metri quadrati di superficie coperta, più alcuni edifici adibiti alle maestranze.
Immaginate il sorgere, subito dopo la pista ciclabile, di un paio di capannoni grandi circa come quelli costruiti nella zona artigianale (quelli delle maestranze) e un megacapannone molto più grande di un campo di calcio e alto più di dieci metri. È questo il paesaggio da fotografare per promuovere le iniziative turistiche di Carlino, tanto care alla Maggioranza?
Aggiungete a tutto ciò lo spazio destinato alla viabilità interna e ai parcheggi e una vasta area per lo stoccaggio dei materiali.
Naturalmente non bisogna dimenticare l’impatto sulla strada provinciale per il passaggio dei camion per il trasporto delle materie prime in entrata e dei prodotti finiti in uscita.
Ricordate anche i rumori di un impianto che lavorerà a ciclo continuo e l’inquinamento atmosferico dovuto ai gas prodotti dalla combustione.
Anche senza essere esperti in materia si capisce come ci si trovi di fronte ad una struttura che avrà gravi ripercussioni sia sull’ambiente, sia sulla salute dei cittadini.
La Giunta comunale ha colpevolmente ritenuto superfluo occuparsi di questi aspetti, si è fidata ciecamente della relazione del professionista pagato dai privati e ha ritenuto inutile ricorrere alla Valutazione Ambientale Strategica, uno studio con il quale esperti super partes valutano l’impatto dell’inquinamento sul territorio; questo studio è previsto dalle normative dell’Unione Europea.
Aveva paura di ottenere dei dati che impedissero il sorgere del laminatoio o aveva fretta di concludere l’affare?
La decisione ultima spetta al Consiglio comunale che non potrà essere convocato oltre il 23 Aprile, ultimo giorno utile prima del periodo di campagna elettorale.
Noi Consiglieri di Minoranza riteniamo la questione di grande rilievo, una decisione epocale per il nostro Comune e che non deve essere presa alla leggera. Ci preoccupiamo soprattutto per i gravi danni che comporterebbe un insediamento di questo tipo, scempio architettonico e attentatore alla salute e all’ambiente, valori che abbiamo invece il dovere di tutelare.
Perciò abbiamo detto e diciamo NO:
- NO all’inquinamento atmosferico
- NO all’inquinamento acustico
- NO all’inquinamento dell’acqua
- NO all’inquinamento delle coltivazioni
- NO ad un traffico aumentato notevolmente per il trasporto di merci entranti ed uscenti
Questo non significa essere contrari all’industria e ai posti di lavoro.
Noi pensiamo che questo laminatoio non si possa fare a ridosso del paese, ma si possa far sorgere nella zona industriale destinata a tale scopo.
Ci chiediamo anche il perché di questo interesse alla realizzazione di un impianto siderurgico in un momento di grave crisi di questo settore. Sappiamo tutti della drammatica situazione in cui si trovano le maggiori industrie siderurgiche della nostra regione, alcune delle quali situate nella zona industriale Aussa-Corno.
Alcuni dati significativi
C’è il concreto pericolo di deturpare il territorio con un mostro edilizio la cui attività potrà cessare nel breve periodo, tenendo conto delle difficoltà del settore siderurgico e del sempre crescente fenomeno della delocalizzazione delle strutture più inquinanti. La scelta che sta per compiere l’attuale maggioranza potrebbe avere come risultato di mandare a casa comunque i lavoratori e di lasciare in eredità al Comune e alla comunità di Carlino una serie di edifici fantasma.
2 commenti:
Us vin linkât!
Mandi e bon lavôr
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sono contentoooo.... ora dateci una super manooooo
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